Pillole per lo sport e il terzo settore: contratti di ASD e SSD, cosa fare e cosa non fare per evitare multe

Contrattualistica sportiva per ASD e SSD: cosa fare e cosa non fare per evitare multe

Le ispezioni nel mondo dello sport dilettantistico si stanno facendo sempre più severe e aver capito le basi della riforma non basta più. Per questo la rubrica del CSI di Ravenna propone una guida pratica e diretta su cosa fare e cosa non fare nella contrattualistica sportiva.

A chi fare il contratto

Cosa non fare: un «contratto sportivo» a chiunque lavori nella tua associazione solo per sfruttare l’esenzione dalle tasse sotto i 5.000 euro.

Cosa fare: verifica le mansioni nel D.Lgs. 36/2021. I lavoratori sportivi sono le sette figure «tipiche» (atleta, allenatore, istruttore, direttore tecnico, direttore sportivo, preparatore atletico, direttore di gara), più tutte le altre figure necessarie approvate dagli specifici regolamenti della tua Federazione o del tuo Ente di promozione sportiva.

Volontari e rimborsi

Cosa non fare: dare ancora i vecchi «rimborsi spese forfettari» a chi inquadri come volontario. Se c’è una cifra fissa, per i controllori quello è lavoro in nero mascherato.

Cosa fare: i classici rimborsi documentati con scontrini restano sempre ammessi. Il forfait fino a 400 euro (senza giustificativi) è valido esclusivamente se legato a specifiche manifestazioni sportive ufficiali della Federazione o dell’EPS. Ricorda sempre di farti firmare l’autocertificazione dell’evento e di comunicarlo al RAS.

Istruttori che sono anche dipendenti pubblici

Cosa non fare: far firmare il contratto a un dipendente pubblico (ad esempio un insegnante di scuola che fa l’allenatore da te) per poi mandarlo subito in campo a lavorare.

Cosa fare: richiedi che il collaboratore ottenga prima l’autorizzazione o la comunicazione scritta dal suo ente pubblico di appartenenza, verificando la casistica per capire quale delle due serve.

Il tranello delle 24 ore

Cosa non fare: un contratto di co.co.co. sportiva a un collaboratore che passa in palestra o al campo 35-40 ore a settimana, trattandolo di fatto come un dipendente a tempo pieno.

Cosa fare: rispetta il limite delle 24 ore settimanali (escluso il tempo delle gare). La co.co.co. sportiva nasce per collaborazioni flessibili: se superi stabilmente questo orario, in caso di controllo il contratto può essere trasformato in lavoro subordinato, con sanzioni e arretrati da pagare.

La confusione sulle soglie

Cosa non fare: credere alla voce da bar secondo cui «fino a 15.000 euro non si paga assolutamente nulla». È un errore che costa caro.

Cosa fare: fai firmare sempre al collaboratore un’autocertificazione sui compensi presi anche da altre ASD e ricorda la regola base:

  • fino a 5.000 euro: nessuna tassa e zero contributi INPS;
  • da 5.001 a 15.000 euro: si pagano i contributi INPS, ma non le tasse IRPEF.

La validità del contratto

Cosa non fare: pensare che, una volta stampato e firmato il contratto cartaceo, la burocrazia sia finita. Quel foglio nel cassetto, da solo, non ti tutela.

Cosa fare: carica i dati del contratto sul RASD entro il 30 del mese successivo all’inizio della collaborazione. Per lo Stato, se il contratto non passa dal portale RASD, le agevolazioni decadono.

Per una consulenza personalizzata c’è il servizio di consulenza del Comitato: telefono 0544 31371, e-mail consulenza@csiravenna.it.

Le slide

Cosa non fare: il contratto sportivo solo per sfruttare l’esenzione sotto i 5.000 euro
Cosa fare: verificare le mansioni previste dal D.Lgs. 36/2021
Cosa non fare: rimborsi spese forfettari ai volontari
Cosa fare: rimborsi documentati e forfait fino a 400 euro solo per manifestazioni ufficiali
Cosa non fare: mandare in campo un dipendente pubblico appena firmato il contratto
Cosa fare: autorizzazione o comunicazione scritta dell’ente pubblico di appartenenza
Cosa non fare: co.co.co. sportiva per chi lavora 35-40 ore a settimana
Cosa fare: rispettare il limite delle 24 ore settimanali
Cosa non fare: credere che fino a 15.000 euro non si paghi nulla
Cosa fare: autocertificazione dei compensi e soglie di 5.000 e 15.000 euro
Cosa non fare: pensare che il contratto firmato e nel cassetto basti
Cosa fare: caricare il contratto sul RASD entro il 30 del mese successivo
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