Palestre scolastiche ancora chiuse per l’attività sportiva

L’allarme del Csi: “Rischiamo che tanti bambini e ragazzi smettano di fare sport”
“Le società sportive di base che utilizzano le palestre scolastiche rischiano di rimanere penalizzate rispetto alle società più ‘ricche’ – aggiunge Bondi – che si possono permettere strutture private o rispetto a quelle più ‘fortunate’ che hanno ottenuto in gestione impianti comunali. Questa penalizzazione e questa incertezza possono portare ad un consistente calo di tesserati, con giovani attratti da altre tipologie di offerte (sperando di non vedere atteggiamenti da venditori di fumo – o peggio – come purtroppo si è visto in alcuni centri estivi)”.
Chissà quale sarà la situazione di queste società al 30/06/2021: esisteranno ancora? È la domanda, più che legittima, che si pone il presidente del comitato territoriale del Csi. “La situazione è nota da maggio e al 14 settembre non si è ancora raggiunto un protocollo d’intesa coi dirigenti scolastici – evidenza Bondi – i quali tra l’altro, interpretando in maniera oltremodo stringente i protocolli MIUR per l’educazione motoria, in più di una scuola della nostra città hanno precluso l’uso delle palestre. Ciò ha come drammatica conseguenza che i ragazzi non faranno sport né alla mattina a scuola né al pomeriggio nelle società sportive del territorio. Eppure alcuni comuni limitrofi hanno risolto il problema della sanificazione dilazionando di il piano orario giornaliero per consentire le operazioni di pulizia ed igienizzazione al cambio di ogni gruppo. La nostra grande doglianza deriva dal fatto che è passato tanto tempo e si è già tremendamente in ritardo e l’impressione è che si stia navigando a vista. Dalle Istituzioni ci aspettiamo maggiore attenzione e concretezza a sostegno delle famiglie e dei giovani che trovano nello sport un’importante fonte di benessere psicofisico”.
Anche il Csi regionale, attraverso il suo presidente, Raffaele Candini, ha fatto sentire il suo dissenso, con una lettera inviata alla direzione didattica regionale e ai dirigenti degli uffici scolastici provinciali, su “una situazione ancora in parte non chiara – a parità di norme vigenti ed uniformi su tutto il territorio regionale – sulla riapertura delle palestre scolastiche, comunali e provinciali. Ad oggi risulta del tutto evidente che si stanno meglio attrezzando per la ripartenza e riapertura delle palestre quei territori – scrive Candini – dove gli uffici pubblici, nel rispetto delle diverse competenze, si sono confrontati in modo costruttivo con tutti gli altri soggetti interessati, condividendo un forte orientamento al risultato”. Il Csi Ravenna condivide in pieno i contenuti e i temi della lettera e fa proprio l’appello del presidente Candini sul fatto che “non devono essere i ragazzi e i giovani a fare di nuovo le spese di questa situazione, togliendo loro anche spazi di attività sportiva”.
Nella lettera, datata Bologna, 14 settembre 2020 e con oggetto «Situazione disponibilità palestre scolastiche per attività extracurricolari sul territorio regionale», il presidente regionale del CSI Emilia-Romagna si rivolge a Stefano Versari, direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, e ai dirigenti degli Uffici Scolastici Provinciali. Per conoscenza il testo è indirizzato a Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, a Paola Salomoni, assessore regionale alla scuola, università, ricerca e agenda digitale, a Giandomenico Tomei, presidente regionale dell’UPI e presidente della Provincia di Modena, a Umberto Suprani, presidente regionale del CONI Emilia-Romagna, e a Vittorio Bosio, presidente nazionale del Centro Sportivo Italiano.
La lettera ricorda che le palestre non sono di proprietà delle scuole ma quasi ovunque di comuni e province, enti locali istituzionalmente indirizzati alla ricerca del benessere complessivo della società e dei cittadini, e che lo sport e il suo sistema associativo rappresentano «una importantissima e primaria agenzia educativa». Osserva poi che in alcuni territori, a parità di identiche norme vigenti, ci sono palestre scolastiche chiuse, palestre aperte senza l’uso di spogliatoi, palestre aperte e operative con piena soddisfazione e chiarezza di ruoli fra scuole e società sportive, palestre aperte solo per alcune tipologie di utenti, palestre in cui gli enti competenti comunicano che «ci lavoreremo e daremo risposte prossimamente, tendenzialmente dopo fine settembre». Il CSI scrive di non sapere se la via giusta per riaprire le palestre scolastiche all’associazionismo territoriale sia l’approvazione di un protocollo regionale unico, la modifica a livello locale delle convenzioni di gestione vigenti o la sottoscrizione fra scuole e gestori degli impianti di lettere di intenti.
Il presidente regionale riconosce che alle direzioni scolastiche è stata lasciata la responsabilità di risolvere problemi molto complessi e precisa di non essere alla ricerca di responsabilità o colpevoli da esporre pubblicamente, ma di essere disponibile a contribuire nelle sedi opportune, collaborare, fare proposte e cercare soluzioni. Chiede che si assuma come visione comune il fatto che fare attività sportiva ed extracurricolare faccia parte a pieno titolo della crescita completa dei ragazzi, compreso il contributo alla salute (anche in chiave anti COVID19), alla socializzazione, al rispetto delle regole, all’attenzione e alla concentrazione, e ricorda che da mesi il CSI è impegnato nel costruire un percorso di ripartenza in sicurezza, anche con progetti e misure dedicate ai vari ambiti, scuola compresa.
Secondo la lettera, dai territori e dagli organi di stampa vengono riportate situazioni in cui le direzioni didattiche non intendono sottoscrivere accordi o addirittura sconsigliano le famiglie dall’iscrivere i ragazzi all’attività sportiva, in quanto possibile causa di contagi e fonte di conflitto con l’attività scolastica. Il CSI chiede quindi che si vada oltre una visione legata alla tutela legale personale e al rispetto di norme e procedure, evitando «l’interruzione di pubblico servizio», servizio in capo agli enti locali in primis in tema di sport, e ricorda che la Regione Emilia-Romagna si è già attivata con tavoli e iniziative di coordinamento fra enti, per uniformare le situazioni organizzative e diffondere le buone pratiche di ripartenza delle palestre scolastiche, che su molti territori della regione sono effettivamente riaperte.




