Federazioni-Enti, un rapporto difficile?

Nell’ultimo Consiglio nazionale del CONI, inaspettatamente (non era all’ordine del giorno) si è tornati a discutere sul rapporto tra Federazioni ed Enti di promozione sportiva. Ad aprire le danze è stato il presidente della FIP Petrucci, con un intervento 'duro' nei confronti degli Enti.
Sono seguiti vari interventi (il tempo a disposizione non era tantissimo) che hanno sottolineato come sia necessario riprendere in mano questo 'rapporto' e chiarire il compito delle Federazioni e degli Enti. Molto apprezzata la posizione del presidente del CONI Malagò che, con chiarezza, ha ribadito che gli Enti fanno parte del sistema sportivo italiano. Che di problemi da affrontare ce ne sono, eccome, nel rapporto Federazioni ed Enti, ma che non può essere messo in discussione il ruolo degli Enti all’interno del sistema sportivo italiano. Il nodo è proprio qui… Ad una sottile linea di pensiero (a dire la verità non molto diffusa) delle Federazioni che pensano di avere una sorta di monopolio di quella attività sportiva e che vivono ogni cosa che riguarda gli Enti come una sorta di 'concessione', ci opponiamo fermamente e senza mezze misure. Dobbiamo partire, per ragionare insieme, da un dato certo: dalla pari dignità delle Federazioni e degli Enti nel sistema sportivo italiano. Detto questo (non negoziabile), la nostra posizione è quella riassunta nell’articolo apparso su Avvenire, che alleghiamo a questo numero. Leggetelo con calma perché vorremmo diventasse la linea dell’Associazione, portata avanti in ogni ambito regionale e territoriale. Noi siamo davvero per una 'terza via'. Serve un effettivo passo in avanti. Non possiamo più ragionare solo su cavilli burocratici regolamentari e considerare la forma delle convenzioni come il migliore traguardo possibile. Dobbiamo e vogliamo trascinare le Federazioni sul piano di una 'alleanza educativa', per il bene della promozione sportiva e soprattutto per il bene dei ragazzi e dei giovani. Costa fatica, è impegnativo… ma è possibile. Pensiamo ai risultati di collaborazione educativa ottenuti con la Lega Calcio (la Junior Tim Cup), oppure ai rapporti di collaborazione che abbiamo con alcune Federazioni come la Ginnastica. Oppure alla convezione con la FIDAL dove, di fronte a problemi complessi, ci siamo messi a tavolino per ragionare insieme e abbiamo trovato le soluzioni. Ora, sia chiaro: anche noi (Presidenza nazionale) dobbiamo mettere una marcia in più. I prossimi dodici mesi saranno dedicati al rapporto con le Federazioni, in modo più incisivo. Sino ad ora abbiamo lavorato (tanto) sotto traccia, per costruire rapporti e mentalità. Insomma, abbiamo seminato. Ora è tempo di 'raccogliere', nel senso di attuare collaborazioni educative. Se ci riusciremo, offriremo al sistema sportivo italiano una terza via, con il CSI a fare da avamposto per migliorare la promozione sportiva nel Paese.


