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Tutela sanitaria delle attività sportive |
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Leggi da rispettare e certificati necessari per essere in regola |
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Come è noto, l'attività sportiva in Italia è soggetta a disposizioni legislative che tutelano l'atleta sotto il punto di vista sanitario e "obbligano" tutti coloro che praticano una qualsivoglia disciplina sportiva a sottoporsi ad accertamenti medici per valutarne l'idoneità psico-fisica, che viene attestata mediante il rilascio, da parte del medico, di un adeguato certificato. Tali disposizioni non devono essere viste dal cittadino quale un ulteriore onere e/o perdita di tempo, bensì come un importante strumento di valutazione dello stato di salute, che ha lo scopo, attraverso le certificazione della idoneità fisica, di conoscere le condizioni sanitarie del soggetto e di prevenire eventuali e più gravi "inconvenienti", i quali possono verificarsi, come è ampiamente noto, a qualsiasi età. In tal senso le persone responsabili della mancata o mendace certificazione sono, oltre all'atleta medesimo, anche il medico nonché il Presidente (e quindi legale rappresentante) della società sportiva. Non è consentito (nè conveniente...) schierare in campo, o anche solo fare accedere agli allenamenti, un atleta che non sia in possesso del previsto certificato; il Presidente della società deve raccogliere tutti i certificati medici e conservarli con cura per metterli eventualmente a disposizione delle Autorità Giudiziarie nel malaugurato caso debba succedere un incidente. Va da sé che il tipo di certificato richiesto (e l'accuratezza delle indagini diagnostiche) cambia in funzione del tipo di attività sportiva praticata che pertanto viene distinta in AGONISTICA e NON AGONISTICA. In generale possiamo dire che tutta l'attività (dai ragazzi agli adulti) che prevede competizione sportiva, viene definita agonistica, a prescindere dal livello di "bravura" tecnica degli atleti; anzi, a rigor di logica il rapporto tra allenamento e sforzo è proprio minore e più sfavorevole negli atleti "dilettanti" ed "amatoriali". Per conoscere a fondo gli obblighi e le norme della tutela sanitaria, clicca QUI.
QUALI ATTIVIT À SPORTIVE NON RICHIEDONO IL CERTIFICATO MEDICO ?NESSUNA !!!! Infatti molto spesso si dice che il tal torneo di calcio a cinque, quel breve trofeo di pallavolo, il quadrangolare di calcio oppure, peggio ancora, i tornei in spiaggia di "beach volley" o di "beach tennis (racchettoni)", essendo di breve durata o non essendo chiamati "campionati", sono esenti dall'obbligo del certificato medico. Purtroppo non è così e coloro che fanno queste scellerate affermazioni sono, ingenuamente o maliziosamente, ignoranti della legge italiana, e mostrano la certificazione sanitaria soltanto come una spesa economica ed una "rottura di scatole" dalla quale è bene sfuggire, lasciando però "scoperti" non solo gli organizzatori del torneo ma anche e soprattutto i singoli atleti. Tutte le attività sportive, di ogni ordine e grado, di qualsiasi tipo e durata (anche i soli allenamenti), sono soggetti a tale obbligo; tutti coloro che le praticano devono portare l'uno o l'altro dei certificati medici. Nel territorio della Regione Emilia-Romagna, per legge regionale, è stata considerata "non sportiva" (e quindi esente dall'obbligo del certificato sanitario) la sola attività ludico-motoria e "corsistica" che non ha finalità di competizioni e gare; in tali casi l'obbligo non c'è ma è pur sempre consigliabile, per tutelare sé stessi e gli atleti, richiederla lo stesso quando è valutabile un certo impegno e sforzo fisico.
QUANTO VALE L'AUTOCERTIFICAZIONE E LA LIBERATORIA DALLE RESPONSABILIT NULLA !!!! Molto spesso in alcune competizioni gli organizzatori richiedono ad ogni partecipante la firma di un modulo di liberatoria dalle responsabilità in ordine alla tutela sanitaria, nella quale l'atleta attesta di essere idoneo e di sollevare l'organizzazione da ogni responsabilità ed obbligo. Nulla di più inutile e falso. Nessuno può attestare il proprio stato di salute e nessuno può sollevare qualcun altro da responsabilità che vengono imposte dalla Legge. Di solito quando organizzatori di competizioni e attività richiedono tali dichiarazioni è perché sono perfettamente consapevoli dell'obbligo del certificato e sperano di sfruttare l'ignoranza del cittadino il quale, in caso di incidente, crede di aver alleviato gli altri di ogni colpa e quindi non procede per vie legali. In questi casi, gli atleti sappiano che possono procedere per vie legali contro i responsabili della società sportiva che organizza la manifestazione per inosservanza delle norme di tutela sanitaria e possono richiedere adeguati risarcimenti in sede civile.
Decreti ministeriali sull’attività agonistica e non agonistica
Qualche consiglio spicciolo
- Va ricordato che in Emilia-Romagna le
certificazioni di idoneità per l'attività sportiva non agonistica per i minori e
per le persone disabili di ogni età sono rilasciate GRATUITAMENTE dal medico di
famiglia e dal pediatra di libera scelta, o su loro richiesta, dai Servizi
pubblici di medicina dello sport e vengono registrate direttamente sul libretto
sanitario dello sportivo. |